Vivi Cerisano in modo indimenticabile scegliendo uno dei nostri pacchetti tematici.

Partecipa a weekend dedicati all’arte, alla musica o alla cucina tradizionale, e scopri come la cultura e la bellezza del borgo possano rendere il tuo soggiorno davvero speciale.

Itinerario 1 | I Luoghi della Cultura

Cerisano non è solo storia e natura: è anche un luogo dove la cultura vive e si rinnova, ogni giorno, tra palazzi storici, piazze accoglienti e spazi dedicati all’arte, al teatro e alla musica. Il percorso “I Luoghi della Cultura” ti accompagna alla scoperta dei cuori pulsanti della vita culturale del borgo, dove tradizione e creatività si incontrano per dare voce al territorio.

Il cammino parte dell’imponente Palazzo Sersale, elegante residenza nobiliare del Seicento, oggi simbolo dell’identità storica e culturale del paese.

Al suo interno, oltre alla magnifica architettura, ospita eventi, mostre, rassegne e incontri. È il punto di riferimento della Cerisano culturale, un luogo vivo, aperto e in continua trasformazione.

Da lì si prosegue verso la Casa delle Culture, spazio di incontro e sperimentazione, dedicato a laboratori, iniziative artistiche, proiezioni, presentazioni di libri e attività per tutte le età. È qui che nascono nuove idee, che le generazioni si confrontano e che si costruisce il futuro culturale del borgo.

Il percorso tocca anche le piazze storiche, come Piazza Zupi, palcoscenico naturale per concerti e spettacoli all’aperto, e luoghi d’incontro privilegiati per i cittadini e i visitatori.

Le piazze di Cerisano sono da sempre centri di socialità, dove cultura popolare e arte contemporanea trovano casa.

Tra gli spazi più suggestivi troviamo l’Anfiteatro all’aperto, incastonato tra verde e pietra, accoglie durante l’estate eventi culturali, spettacoli musicali e rappresentazioni teatrali sotto le stelle.

“I Luoghi della Cultura” a Cerisano sono un invito a camminare e a lasciarsi ispirare.

Un percorso pensato per chi ama conoscere, ascoltare, partecipare.

La via del gusto, ossia un percorso volto a far conoscere le botteghe tipiche e la cucina tradizionale   Benvenuti lungo La Via del Gusto, un itinerario pensato per chi desidera scoprire l’anima più autentica di Cerisano attraverso i suoi profumi, i suoi sapori e le sue storiche botteghe.

Questo percorso enogastronomico ti condurrà nel cuore del borgo calabrese, tra vicoli e piazzette, dove la tradizione culinaria è ancora oggi custodita e tramandata con passione.

La Via del Gusto è più di un semplice tragitto: è un’esperienza sensoriale e culturale. Entrando nelle botteghe artigiane, potrai incontrare i produttori locali, scoprire antiche ricette, assaggiare il pane cotto a legna, i salumi stagionati secondo i metodi di una volta, i formaggi dal sapore deciso e le conserve realizzate con ingredienti genuini del territorio.

Non mancano le trattorie e osterie tradizionali, dove gustare piatti tipici come i “raschiatelli” al sugo, la “pitta” ripiena, la carne di capra al forno, le melanzane sott’olio, i funghi del Monte Cocuzzo e i dolci della tradizione contadina, come le “nepitelle” e i fichi secchi farciti. Durante il percorso potrai anche fermarti nei piccoli laboratori dove si produce ancora il vino artigianale e l’olio extravergine d’oliva, testimonianza della vocazione agricola e della cura per la terra che caratterizzano Cerisano da secoli.

La Via del Gusto è un invito a rallentare, ad ascoltare le storie degli artigiani e dei ristoratori, a ritrovare il legame tra il cibo, le persone e il territorio.

È anche un’occasione per portare con sé un pezzetto di Cerisano: un sapore, un profumo, un ricordo.

 Il centro storico di Cerisano è impreziosito da numerose chiese, ricche di opere d’arte e testimonianze di grande valore storico e artistico. Tra queste spicca la Chiesa di San Domenico, originariamente dedicata alla Madonna del Soccorso. Al suo interno si conservano importanti opere pittoriche, tra cui una Madonna del Rosario di Salfi, un San Tommaso d’Aquino firmato da Giuseppe Santanna, e numerosi dipinti del pittore Rocco Ferrari di Montalto. La Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo Martire, di origini medievali, mostra all’esterno segni di interventi architettonici risalenti al Settecento e all’Ottocento.

All’interno si possono ammirare quattro affreschi ottocenteschi di Giambattista Santoro, una Deposizione del pittore Raffaele Rinaldi di San Fili e una Visitazione firmata dallo stesso Santoro nel 1882. Di particolare rilievo è anche la tela del 1927 raffigurante il Beato Ugolino da Cerisano, realizzata da Paolo Vetri. Nella navata sinistra si trova la Cappella del Rosario, probabile nucleo originario dell’intero edificio sacro.

Al suo interno, pregiati stalli in legno richiamano uno stile seicentesco, andato perduto in un incendio del XIX secolo, causato dai ceri accesi durante i riti della Settimana Santa.

Tra le altre opere si segnalano un crocifisso ligneo di fine Seicento e, in sagrestia, una Crocifissione di Salvatore Santelli.

Un’altra chiesa significativa è quella del Carmine, costruita nei primi anni del Seicento, probabilmente in risposta alla presenza della chiesa del Rosario, in un clima di rivalità storica. L’edificio è arricchito da due suggestive cupole in vetro di epoca ottocentesca.

Il portale e il tondo raffigurante la Madonna col Bambino sono opere dello scultore Salvatore Fiume. Al suo interno sono custoditi dipinti del Salfi, di Angelo Mazzia e di Giambattista Santoro.

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli, conosciuta anche come Oasi Sant’Antonio, con annesso il convento dei frati riformati di San Francesco d’Assisi, risale al 1609.

Tra le opere custodite si trovano un dipinto di Cristoforo Santanna, una statua lignea dell’Immacolata del XVIII secolo, un crocifisso ligneo del Seicento e alcuni oli su tela, due dei quali attribuiti allo stesso Santanna.

La facciata, rinnovata nel 1949, in passato era preceduta da un porticato che conduceva al chiostro.

Nella parte bassa del paese si trova la Chiesa degli Schiucchi, la cui origine, secondo la tradizione, è bizantina. Un tempo vi era conservata una preziosa tavola della Madonna di Costantinopoli, anch’essa di probabile scuola bizantina, poi andata perduta. In epoca successiva, tra il Cinquecento e il Seicento, fu realizzata una tela con lo stesso soggetto. L’edificio presenta una facciata semplice, con un piccolo portale e due finestrelle, affiancato da un campanile.

Infine, merita una menzione particolare la Chiesa Matrice di San Lorenzo Martire, che ha subito diversi rimaneggiamenti nel tempo, assumendo così un aspetto architettonico composito. La facciata, riccamente decorata, è caratterizzata da un grande portale incorniciato da lesene corinzie e sormontato dalle statue di San Lorenzo Martire, San Pietro e San Paolo. Accanto alla chiesa si eleva un imponente campanile, la cui cuspide originale crollò nel terremoto del 1905 e fu ricostruita negli anni Venti.

Durante i restauri è stato scoperto un affresco raffigurante San Rocco con il cane. La volta della chiesa è decorata da quattro affreschi di Giambattista Santoro, autore anche dell’olio su tela Visita di Sant’Elisabetta, collocato nei pressi dell’ingresso.

La Via dell’Eremita Al ritorno da un viaggio ad Assisi, Francesco maturò la ferma intenzione di diventare eremita e di avere come unica dimora una grotta.

Il suo progetto di vita era quello di compiere un cammino d’ascesi spirituale, fatto di preghiera, digiuno e penitenza.

Con il trascorrere del tempo, l’area dove ora sorge il Santuario di Paola cominciò a diventare meta di numerosi pellegrini, desiderosi di ottenere, per sua intercessione, la guarigione fisica e spirituale. Il rigore ascetico di Francesco attirò anche alcuni giovani che volevano vivere come lui e così cominciò a prendere vita l’Ordine dei Minimi.

La fama di santità di Francesco e dei suoi eremiti si andava diffondendo a macchia d’olio, tanto che molti centri urbani fecero richiesta di un convento retto da religiosi Minimi nella loro città.

Il Cammino: La Via dell’Eremita nasce con l’intenzione di calcare i passi di Francesco che, pur mantenendo inalterato il suo proposito di vita eremitica, si recò da Paola a Paterno nelle vesti di Fondatore.

Aveva circa 56 anni quando, accompagnato da Paolo Rendace – che diventerà una figura chiave per la storia dell’Ordine – Francesco giunse nella piccola comunità delle Serre Cosentine. Era nel pieno della maturità spirituale e con grande determinazione si dedicò personalmente alla costruzione della Chiesa.

Il Cammino è curato dall’”Associazione Il Cammino di San Francesco” che ha concepito il percorso volutamente in maniera bidirezionale perché Francesco lo percorse più volte, facendo la spola tra i due conventi.

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